Centro Sociale Baraccano

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Il Complesso del Baraccano
Storia
L’attuale sede del Centro Sociale Baraccano e del Quartiere Santo Stefano sono inseriti in un vero e proprio complesso architettonico che si sviluppò all’inizio del XV secolo, quando la Compagnia Spirituale del Baraccano si occupava di accogliere i pellegrini sotto al lungo portico vicino alla chiesa, lungo l’attuale via Santo Stefano.
Intorno alla metà dello stesso secolo l’istituzione si dedicò come principale scopo all’accoglienza e alla protezione di ragazze nubili e di bambine, e nacque così il Conservatorio delle Putte del Baraccano. In questo caso la parola conservatorio non ha attinenza con la musica, e quindi non si intende un luogo dove le ragazze avrebbero imparato a suonare qualche strumento, ma si riferisce all’etimo classico della parola: un istituto di educazione per fanciulle.
Con il passare del tempo l’edificio originario del XV secolo si è ampliato seguendo anche le esigenze del Conservatorio durante i secoli: c’era un grande dormitorio per circa 100 letti, oltre a tutti gli spazi necessari alle attività di insegnamento e di educazione; e ancora locali per i servizi domestici e anche cortili interni e orti e giardini, oltre ad una piccola chiesa per le giovani ospiti denominata Chiesa delle Putte e l’originario oratorio nel quale si riuniva la Compagnia della Madonna del Baraccano.
Il Conservatorio delle Putte del Baraccano era una classica istituzione nel solco dell’assistenza e dell’educazione delle ragazze orfane e sole, preparandole ad un futuro inserimento nella società e alla costituzione di una propria dote, attraverso l’insegnamento di attività domestiche e artigianali: quando a Bologna la produzione della seta era tra i maggiori settori del commercio cittadino, i pizzi, i veli e i merletti lavorati dalle ragazze del Baraccano erano considerati tra i migliori e molto ricercati. La bontà dell’insegnamento e della preparazione delle giovani ospiti fu esplicitamente riconosciuta anche dai francesi che, dopo l’occupazione di Bologna nel 1796, sciolsero la Compagnia Spirituale del Baraccano, ma non chiusero il Conservatorio e non ne alterarono i compiti e i requisiti. L’opera del Conservatorio continuò ancora ben oltre queste occupazioni militari e arrivò fina alla metà del Novecento, quando scomparvero gli istituti di assistenza ecclesiasti, e quindi le finalità di queste Opere vennero assunto dallo Stato. Il complesso del Baraccano venne poi acquistato dal Comune di Bologna,che nel 2002 promosse un ultimo nuovo restauro. I numerosi lavori di ampliamento e di adattamento durante i secoli hanno purtroppo fatto perdere diverse tracce dei lavori antichi, come le decorazioni e gli affreschi, e anche gli interventi di gusto neoclassico durante i restauri all’inizio del XIX secolo incisero molto, con la creazione dello scalone principale e la copertura degli affreschi dell’oratorio.
I recenti restauri, invece, hanno portato alla luce tracce dell’originario affresco sul ciclo della vita di Maria e anche all’interno dell’oratorio sono visibili opere del XVI secolo.
 
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